La seconda Pasqua a casa Vostra!

Non possiamo andare in giro a misurare la nostra bontà in base a ciò che non facciamo, in base a ciò che neghiamo a noi stessi, a ciò a cui rinunciamo e a chi respingiamo. Credo, forse, che dobbiamo misurare la bontà in base a chi abbracciamo, a ciò che creiamo e a chi accogliamo.

(dal film: chocolat)

Anche quest’anno siamo stati tutti costretti a passare la Pasqua nelle nostre case così noi ci siamo dedicati a farvi passare una giornata quanto meno “normale” cercando di non farvi toccare nemmeno un padella!

Ecco il nostro menù.

l’ ANTIPASTO

frolla salata al pepe nero e grana padano, mousse alla robiola,

asparagi scottati e pancetta croccante.

il PRIMO

bigoli quadrati semintegrali con ragù di vitello, semi di finocchio, uvetta e pinoli.

il SECONDO

capretto al forno alle erbe aromatiche con verdure miste al forno.

il DOLCE

bavarese alla fava tonka, biscuit alle mandorle, salsa alle fragole e fragole fresche.

Nella speranza siate stati bene e che tutto questo posso presto finire, un saluto a tutti!

Erbette selvatiche: il tarassaco.

Sono tempi difficili questi. Dove la malattia che sta invadendo tutto il mondo sta mettendo ognuno di noi a dura prova. Però ci ha regalato del tempo e noi lo abbiamo dedicato alla raccolta di molte erbette spontanee che popolano i nostri bellissimi colli euganei.

Oggi vi parliamo del tarassaco così popolare e onnipresente, dal piccolo giardino di casa ai vasti campi, in mezzo ai vigneti.

All’inizio non si vede bene, se la terra è stata mossa addirittura bisogna spostare le zolle, ma se scovate dei germogli bianco-giallognoli, coglieteli perché sono eccezionali in insalata. Passate poi alle foglie vere e proprie, mature. Cercatele in terreni con molta vegetazione e dalla terra umida, saranno più morbide. Ed evitate di raccogliere quei cespi che hanno quasi l’ infiorescenza pronta a sbocciare, saranno più amari.

Dei “bottoni”, cioè dei piccoli boccioli se ne possono fare dei sottolio, deliziosi.

Con i fiori se ne può fare uno sciroppo che ricorda perfettamente il miele: fateli bollire per una ventina di minuti con del limone. Lasciate in infusione anche tutta la notte. Scolate e strizzate il tutto e aggiungete lo zucchero, abbondante. Fate bollire fino a farlo ridurre. Mettetelo nei vasetti e provate a fermarvi se ci riuscite!

La parte più bella però viene adesso. Sui nostri social vi abbiamo chiesto come si chiamasse il tarassaco nelle varie zone. E questo ne è il risultato.

Padovano: bruxaoci e/o pisacan. A Borgoricco: rosoine.

Veronese: bruxaoci come qui!

Basso vicentino: castracani.

Bassa mantovana: gramon o ricciotte.

Bologna: ciocapiatti.

Romagna: piscialetto.

Ferrara: pisalet.

Brescia (Val Torbia): hecorie.

Cortina d’Ampezzo: radicio da pra.

Gavi: denti di cane.

Puglia: sivoni.

Calabria: cicoria selvatica.

E poi:

Radicio de can, radicele o preti, radicee, cicori, radicio mato.

Ci siamo arricchiti. Grazie a voi.

Ah, ma come si mangiano? Sbollentati e poi ripassati in padella con l’aglio ovviamente. Più ricchi con pancetta o salsiccia, con la crema di fave o con le uova all’occhio di bue.

Alla prossima!

I nostri dolci e il Cake Design

Se dovete festeggiare un’occasione speciale cosa c’è di meglio di un buon dolce?! E se fosse anche bello? Allora eccoci qua a presentarvi ciò che sappiamo e possiamo fare per voi per chiudere il pasto strizzando l’occhio al gusto e all’eleganza.

Non siamo pasticceri di scuola, nessun diploma, ma la passione, molti corsi formativi ed esperienze lavorative fuori porta ci hanno insegnato alcune tecniche e basi solide per poter realizzare delle vere prelibatezze tradizionali come un tiramisù, una mousse al cioccolato o ai frutti di bosco, ricoperti magari da una glassa a specchio moderna come vogliono questi tempi. Oppure una meringata freschissima ricoperta di frutti di bosco o una torta morbida al cioccolato con confettura di stagione fatta da noi e della mousse al mascarpone. Ma il nostro classico resta sempre e comunque il millefoglie assemblato al momento in modo da mantenerne la fragranza e la croccantezza.

Ma se volete fare una passo più in là abbiamo anche il Cake Design.

Sono passati un bel po’ di anni da quando, in tv, sono approdati i primi programmi incentrati sul Cake Design provenienti soprattutto dal continente americano. I loro dolci sono principalmente a base di pan di spagna un po’ più compatti dei nostri e molta crema al burro.

Noi vogliano farvi vivere invece un’esperienza dal gusto italiano inserendo i dolci classici citati appena sopra dentro a questi involucri di pasta di zucchero (non sempre necessaria però, dipende dallo stile che volete!) con tutte le decorazioni a tema. Il connubio perfetto tra gusto e bellezza.

Volete rendere ancora più speciale la vostra festa? Cupcakes, biscotti e macarons tutto abbinato al tema scelto.

Fatevi ammaliare con le foto qui sotto e poi prenotate il vostro dolce!

La pasta fresca

Oggi vi vogliamo parlare della nostra pasta fresca.

I bigoli: un grande classico della cucina veneta, meglio se con un buon sugo d’anatra. Il nostro lo avete provato?

Le caserecce: pasta corta che si ottiene grazie ad un ingranaggio provvisto di lama che ruota a velocità regolabile per avere la lunghezza che più si desidera. L’abbinamento? Il sugo di fagiano ovviamente.

I tagliolini: la metà delle pappardelle, ma più alti delle tagliatelle! Ottimi con il sugo “ai Capitelli”. Se non lo conoscete andate a leggere qui come si fa nel nostro articolo precedente!

Le materie prime sono importanti e dopo tanti tentativi abbiamo scelto la sola e unica farina di frumento 00 del Molino Pasini più le uova pastorizzate di galline allevate a terra che ci garantiscono un prodotto stabile, consistente e che non si spezza in cottura.

Usiamo inoltre trafile al bronzo, ogni tanto sperimentiamo delle varianti semi-integrali e la trafila quadrata per delle specie di spaghetti alla chitarra.

Quando vogliamo divertirci passiamo invece ai ravioli fatti a mano, semplici o al cacao, verdi, rosa e chi più ne ha più ne metta!

E adesso sotto a chi tocca: bigoli, tagliolini, caserecce o ravioli?

Passate a trovarci, vi aspettiamo affamati!

Il sugo “ai Capitelli”

sugo ai capitelli

Nella nostra trattoria non abbiamo solo il sughetto di pomodoro portato dalla nonna Bertilla, bensì anche il sugo “ai Capitelli” con cui condire i tagliolini (abbinamento che noi preferiamo consigliare!) tramandato dalla nonna Dorina mamma della titolare Emma. Lo avete mai assaggiato?

Con queste foto ve ne mostriamo il procedimento.

Anzitutto si parte dalla salsa di pomodoro fatta semplicemente di pelati, cipolla e un filo d’olio. Nel frattempo vanno cotti i cotechini in acqua bollente per un paio d’ore, anche tre, sostituendo l’acqua di cottura in modo da sgrassarli quanto possibile. Una volta passata la salsa di pomodoro e schiacciato con una forchetta i cotechini avviene la magia: l’unione dei due elementi così semplici porta ad un risultato che diventa ottimale se abbinato ai nostri tagliolini.

Che ne dite? Vi invita? Venite a provarli e ne resterete soddisfatti!

La cena degli innamorati – 14 Febbraio 2020

Siamo felici di mostrarvi gli scatti dei piatti che abbiamo servito in occasione della cena degli innamorati svoltasi da noi venerdì 14 febbraio 2020.

Un menù semplice e leggero, ma anche stuzzicante come la millefoglie in versione salata con crema di carciofi e prosciutto crudo. Per non parlare dei ravioli al cacao (perché il cioccolato non può mancare il giorno di San Valentino!) ripieni di ricotta e ceci spadellati alle verdure al burro e aromi con una nota croccante, le mandorle tostate. La tagliata con la zucca al forno e la sua polenta di secondo. E per finire il dolce: una frolla croccante alle mandorle, o bresciana, mousse al mascarpone “ariosissima” e salsa ai lamponi per non farsi mancare proprio nulla.

Se siete stati dei nostri vi ringraziamo per la preferenza e speriamo che di cene come queste ce ne possano essere ancora con lo stesso entusiasmo che abbiamo percepito venerdì. Che sia per festeggiare gli innamorati o meno, vi aspettiamo sempre numerosi.

Tenete sempre sott’occhio il sito e i nostri social per farvi stuzzicare dai nostri piatti e dagli eventi in programma.

La cena del Capriolo – 7 Febbraio 2020

Siamo felici di  mostrarvi gli scatti dei piatti che abbiamo servito in occasione della cena del capriolo svoltasi da noi venerdì 7 febbraio 2020.

Abbiamo cercato di dare valore a questa carne di pregio con i profumi del bosco nell’antipasto grazie all’abbinamento con le castagne e i funghi porcini esclusivamente del nostro raccolto. Gli gnocchi de “la casa della pasta” di Este, con la loro cremosità, si sposavano benissimo con la croccantezza dei pinoli tostati, la dolcezza dell’uvetta e il capriolo cotto in grossi pezzi e, solo successivamente, sfilacciato a mano. Ma il protagonista è stato lo spezzatino dalla lunga cottura con tutti i suoi aromi e le prugne ammollate nel vino rosso: che bontà! La polenta mista taragna non poteva che essere accompagnare.

Infine il dolce: una classica e semplice torta pere e cioccolato dal sapore di casa perché di questo menù volevamo dare il senso, fino in fondo, di semplicità, tradizione e calore come solo la cacciagione sa dare.

Siamo rimasti davvero soddisfatti del riscontro più che positivo della serata e siamo pronti per organizzarne altre! Ci sarete?

Tenete sempre sott’occhio il sito e i nostri social per farvi stuzzicare dai nostri piatti e dagli eventi in programma.

P.S. Visto che siamo in periodo carnevalesco ci siamo spinti oltre: abbiamo servito le frittelle ancora calde di frittura. Ne sono avanzate secondo voi?! Alla prossima!

Il segreto della salsa di pomodoro

Il pollo col sughetto al pomodoro è il nostro marchio dal 1956 e sul nostro celeberrimo sughetto di pomodoro ci piace raccontare una storia.

Avete mai guardato il cartone animato Kung Fu Panda? Avete presente il papà di Po (il panda), il signor Ping? Ecco questo “signore” aveva una spaghetteria famosa per
la zuppa dall’ingrediente segreto e diceva:

“Per rendere una cosa speciale, devi solo credere sia speciale!”

Bene, adesso non vogliamo sminuire, smontare e demolire così la nostra salsa. (Guardate tutto il cartone e capirete il senso nel suo contesto!)

Vogliamo farmi capire che è fatta solo di quello che vedete, che sentite, che gustate. Con il pollo, senza pollo, la polenta, il pane, con le patatine al posto del ketchup, con la pasta (sì, c’è chi arriva con la scatolina, lo porta a casa, lo conserva e poi ci condisce la pasta!), per condirci l’insalata (succede anche questo!).

Però un pizzico di magia la mettiamo lo stesso: la nostra salsa è buona in quanto la facciamo sempre fresca ad ogni servizio, con delle dosi che non sono pesate, ma nemmeno “ad occhio”, però che seguono un rituale che ci è stato tramandato da tempo e solo questo forse, alla fine, fa la differenza. <3